Prova ad immaginare un mondo che corrisponda ad una gigantesca simulazione, anche solo per un attimo. Nel mondo che stai immaginando, ogni individuo esisterebbe allâinterno di una realtĂ virtuale anzichĂŠ in quella fisica. Questa idea richiama concetti di realtĂ virtuale, realtĂ aumentata e simulazioni avanzate, sempre piĂš realistiche.
Il concetto è stato ampiamente sfruttato nel cinema (Inception, Matrix, eXistenZ, Strange Days, Ghost in the shell sono solo alcuni esempi) ma possiede la piccola pecca di dare per scontato che sia possibile definire il reale con certezza, o quantomeno darne per buona la consistenza. Cosa tuttâaltro che ovvia, dato che la realtĂ assume tratti sempre piĂš fluidi ed il dilagare di post veritĂ e teorie del complotto propende, anche a costo di autentiche psicosi collettive, per rendere piĂš plausibile un realtĂ intersoggettivo, relativo e relativizzante, tuttâaltro che assoluto come si potrebbe pensare.
Per Jacques Lacan ciò che chiamiamo ârealeâ è qualcosa che non può essere pienamente compreso o integrato nella coscienza umana: è lâaspetto della realtĂ che sfugge alla simbolizzazione, al linguaggio e allâelaborazione razionale. Ă unâarea di esperienza che in alcuni casi, soprattutto, può generare nellâindividuo un senso di disagio e inquietudine. Il reale è ciò che non può essere rappresentato completamente o simbolizzato, ed è quindi difficile da afferrare o definire. Oltre ad essere non rappresentabile, può essere associato ad esperienze disagianti o traumatiche, non può essere necessariamente razionalizzato, e si lega comunque alla dimensione simbolica (linguaggio, convenzioni sociali) e immaginaria (illusioni, fantasie) pur rimanendo ben distinta dalle due. Se immaginiamo di vivere in una simulazione ciò può avere delle conseguenze a livello di rottura del piano immaginario, ad esempio, che si troverebbe a collassare su quello del reale arrivando a coincidere con lo stesso.
Viviamo in una simulazione?
Come potrebbe funzionare un mondo del genere, del resto, è subito detto: ogni persona vivrebbe in una realtĂ simulata, dove percepirebbe tutto ciò che accade intorno a loro come se fosse reale. Tutto, dagli oggetti agli altri individui, verrebbe creato tramite avanzati sistemi di simulazione. Ciò presupporrebbe anche un problema di ordine tecnocratico, dato che la creazione e la gestione di una simulazione di scala cosĂŹ ampia e complessa avrebbero sfide tecniche immense, dallâelaborazione delle interazioni in tempo reale alla risoluzione di problemi di potenza di calcolo. Si porrebbe anche, peraltro, il problema ricorsivo di rappresentare tecnologicamente la tecnologia stessa. Gli individui potrebbero comunicare tra loro allâinterno della simulazione, proprio come facciamo nelle piattaforme di social media o nei giochi online oggi, e le interazioni potrebbero essere estremamente realistiche e coinvolgenti. Ma rimarrebbe il dilemma del vivere in una rappresentazione virtuale di cui non scorgiamo gli estremi ed i margini. Potrebbe pertanto sorgere il dibattito se questa simulazione sia ârealeâ tanto quanto la realtĂ fisica, e cosa significhi la coscienza in un contesto completamente virtuale.

Lâimmagine che ha disegnato lâintelligenza artificiale di Midjourney rappresenta unâinteressante fusione tra mondi contrastanti, catturando la dualitĂ tra il rurale e lâurbano, la tranquillitĂ e lâattivitĂ frenetica. Questo concetto richiama alla mente concetti di realtĂ virtuale, mondi simulati e lâidea di esplorare e sperimentare ambienti contrastanti attraverso una porta, che potrebbe rappresentare una sorta di interfaccia tra il mondo reale e quello virtuale.
La coesistenza di elementi bucolici e cittadini allâinterno di questo mondo simulato può essere interpretata come una riflessione sulla complessitĂ della vita moderna, in cui la natura e la tecnologia, la calma e lâagitazione convivono. Potrebbe suggerire anche la capacitĂ di esplorare diversi aspetti dellâesistenza umana, passando dalla tranquillitĂ dei paesaggi rurali alle opportunitĂ e alle sfide delle ambientazioni urbane.
Le contraddizioni presenti in questo mondo simulato possono rappresentare una rappresentazione simbolica delle tensioni e delle dinamiche che spesso caratterizzano la societĂ e lâesperienza umana. Questo concetto richiama alla mente questioni filosofiche riguardanti la natura della realtĂ , lâidentitĂ individuale e la percezione soggettiva.
In definitiva, un mondo in cui ognuno vive in una simulazione aprirebbe un vasto territorio di possibilitĂ , ma comporterebbe anche sfide significative e solleva domande profonde sulla natura della realtĂ , della coscienza e dellâidentitĂ .
This post was last modified on 22/12/2025 23:11
