âGhost in the Shellâ è un film dâanimazione giapponese del 1995 diretto da Mamoru Oshii, basato sul manga omonimo di Masamune Shirow. Si tratta di un film di fantascienza cyberpunk che affronta temi profondi legati allâidentitĂ , alla tecnologia e alla natura dellâanima. Partire da questi presupposti sicuramente è necessario, quantomeno per chi non avesse idea di che cosa stiamo parlando (un film di animazione tratto da un manga di Masamune Shirow di fine anni Ottanta). Alla prova dei fatti fatti Ghost the Shell è un poâ quello che uno si potrebbe immaginare da questo tipo di fantascienza: un poâ Blade Runner, un poâ Metropolis, con un forte accento sulle tematiche esistenzialiste e filosofiche.
Recensione (11 feb 2024)
Il mondo di Ghost in the shell sembra popolato esclusivamente da androidi o da esseri umani semi-robotizzati, con almeno un innesto digitale al loro interno, al punto che un essere umano puramente organico appare come una rarità , un fenomeno da circo. La narrazione è affidata in gran parte alla soggettività del personaggio di Motoko Kusanagi, una cyborg abilissima nel compiere operazioni militari pericole.
La quale, da qualche tempo, è tormentata da domande esistenzialiste che neanche Sartre: âsento solo una vocina che sussurra nel mio spiritoâ, âtutti i cyborg sono paranoiciâ, âtu lâhai mai visto il tuo cervelloâ, afferma nei momenti riflessivi della trama, lasciandosi andare a speculazioni personale sul senso del mondo, della tecnologia e dellâesistenza. Anche quando afferma che âunâeccessiva specializzazione porta a una debolezza, a una lenta morteâ suggerisce che il mondo moderno, ipervelocizzato da tecnologie che spesso non capiamo nemmeno del tutto deve essere accolto, affrontato e risolto sfruttando piĂš pulsanti, ampliando la varietĂ della banda cerebrale e flessibilizzando le nostre reazioni a ciò che accade.
Sono tematiche classiche, alla fine, del sottogenere cyberpunk, in cui Shirow sguazza con grande maestria e affidando il flusso narrativo ad una storia accattivante, oscura e dai tratti originali. In altri momenti, câè da dire, sembra degenerare nellâauto-indulgenza, nel compiacimento vagamente narcisistico dellâaver conferito sentimenti umani ad un androide, al punto di doverlo ribadire allo sfinimento. Che non sarebbe nulla di nuovo, peraltro, rispetto a quanto questa fantascienza ci ha abituato negli anni, propinando tematiche che forse erano addirittura vecchie a metĂ degli anni Novanta quando il film è uscito. Anche perchè, senza mezzi termini, i cyborg sono tutti paranoici è una delle frasi lapidarie di cui è costellato il discorso di Motoko Kusanagi (lâEs, lâistinto programmato, nonchè cyber-filosofa esistenzialista), che fa coppia fissa con Daisuke Aramaki (lâIo o la parte piĂš pragmatica delle forze di polizia).
E câè un aspetto ancora piĂš sostanziale insito in questâopera: non si parla solo di cyborg, ma anche di intelligenza artificiale. O meglio, guai a definirla tale. Sono loro stesse a non accettare questo tipo di definizione, perchĂŠ preferiscono considerarsi software che hanno ripreso coscienza di sĂŠ, consapevolezza in quanto esseri pensanti. Notevole, per unâopera che nasce in un contesto in cui i migliori computer dellâepoca difficilmente avrebbero potuto concepire unâintelligenza artificiale come quelle che conosciamo oggi. E lâopera è abilissima a porre questioni etiche e morali sullâuso delle nuove tecnologie, collocandole in un contesto evergreen: due cyborg programmati per far rispettare la legge verso un cybercriminale che in realtà è solo unâintelligenza artificiale nella sua impresa piĂš disperata: farsi accettare come essere umano ad ogni effetto. In un mondo in cui, peraltro, gli uomini e le donne âsoloâ organici/che / senza innesti digitali sono pochi.
Quando uscĂŹ ChatGPT, viene in mente, una delle prime questioni sullâautocoscienza della âmacchinaâ (intesa come bot in linguaggio naturale, per la prima volta o quasi) venne posta da Blake Lemoine, che pose la questione (in termini forse piĂš filosofici che tecnologici) che un LLM fosse effettivamente senziente, ovvero che quando chiedi a ChatGPT cosa ne pensa di qualcosa effettivamente il software âlo senteâ. Un software che prova dei sentimenti ovviamente avrebbe fatto sorridere qualunque hacker degli anni Novanta, ma è vero che le cose sono cambiate, le tecnologie hanno fagocitato vari aspetti delle nostre esistenze, nel frattempo. Molti aspetti studiati ai primordi dellâinformatica non sono ancora stati risolti (al netto del fatto che qualcuno giĂ parla di computer quantici) nemmeno dal punto di vista teorico: non sappiamo se P coincide con NP (in altri termini: non abbiamo idea se tutti i problemi polinomiali siano anche non deterministici, e viceversa), non sappiamo con certezza se si possa superare il test di Turing (periodicamente ci dicono di no e poi di sĂŹ, alla fine manca sempre qualcosa per poterlo confermare), figurarsi se siamo in grado di pensare a una macchina sanziente.
Ghost in the Shell pone la questione in maniera molto diretta, raccontando una storia che per certi versi mi ha ricordato Neuromante di Gibson (con cui lâopera di Shirow condivide una vaga prolissitĂ in alcuni passaggi), con i suoi hacker senza scrupoli, i suoi cyborg sensuali, le sue intelligenze artificiali piĂš o meno diaboliche a tramare contro gli esseri umani. E nonostante la narrativa dellâopera sia innegabilmente ostica â troppa carne al fuoco per il pubblico medio â rimane straordinario, ancora oggi, perdersi con massima incoscienza negli scenari cyberpunk di questo lavoro, quelle cittĂ illuminate e senzâanima, quei cyborg in grado di diventare invisibili ed esibire una forza straordinaria, quei personaggi ambigui e privi di scrupoli, quei progetti misteriosi per far diventare diventare un software autocosciente e naturalmente lâhacker Burattinaio che è il vero villain della storia.
Trailer
Il tema accelerazionista
Il tema accelerazionista non è esplicitamente presente nel film âGhost in the Shellâ, ma ci sono alcuni elementi che possono essere interpretati in relazione a concetti accelerazionisti, sebbene possano essere interpretazioni forzate. Tuttavia, è importante notare che il tema accelerazionista è emerso dopo il film e il suo contesto principale è nel campo della teoria politica e sociale, mentre âGhost in the Shellâ si concentra principalmente su temi filosofici e tecnologici.
Lâaccelerazionismo è una teoria che propone che lâaccelerazione delle forze tecnologiche, economiche e sociali può portare al superamento delle strutture capitalistiche e al raggiungimento di un nuovo sistema. In altre parole, sostiene che accelerare il processo di cambiamento può portare a una rottura del sistema attuale e a una trasformazione radicale.
Tuttavia, nel contesto di âGhost in the Shellâ, si potrebbe notare una certa risonanza con lâaccelerazione tecnologica. Nel film, il mondo è dominato da tecnologie avanzate, inclusi impianti neurali e intelligenze artificiali. Lâinterazione tra umanitĂ e tecnologia è una parte centrale della trama e solleva questioni sulla fusione tra organico e sintetico. Questo potrebbe essere interpretato come una forma di accelerazione tecnologica, in cui le innovazioni hanno portato a una nuova fase di evoluzione dellâumanitĂ . Tuttavia, bisogna fare attenzione a non confondere i temi del film con lâaccelerazionismo come teoria politica. Mentre il film affronta la relazione tra umanitĂ , tecnologia e identitĂ , lâaccelerazionismo è piĂš strettamente legato a unâanalisi critica delle dinamiche socio-economiche e alla loro possibile accelerazione per raggiungere uno scopo politico.
In conclusione, sebbene sia possibile trovare alcune connessioni superficiali tra lâaccelerazione tecnologica nel film âGhost in the Shellâ e lâaccelerazionismo come teoria socio-politica, non câè un collegamento diretto e profondo tra i due. Sono concetti che operano su piani differenti e trattano aspetti diversi della societĂ , della tecnologia e della filosofia.
Cast
- Major Motoko Kusanagi: Atsuko Tanaka (voce giapponese), Mimi Woods (voce inglese)
- Batou: Akio Otsuka (voce giapponese), Richard Epcar (voce inglese)
- Daisuke Aramaki: Tamio Ĺki (voce giapponese), William Frederick Knight (voce inglese)
- Togusa: KĹichi Yamadera (voce giapponese), Christopher Joyce (voce inglese)
Storia
Il film è ambientato in un futuro distopico in cui la tecnologia ha raggiunto livelli avanzati, consentendo lâintegrazione di parti cibernetiche nei corpi umani. La trama segue il Maggiore Motoko Kusanagi, una cyborg di grado elevato, e la sua squadra, la Sezione 9, nellâindagine su un hacker noto come il Burattinaio, che è in grado di influenzare le menti umane. Durante lâindagine, Motoko si imbatte in domande esistenziali riguardo alla sua stessa identitĂ e allâessenza dellâanima.
Regia e Produzione
Il film è stato diretto negli anni Novanta da Mamoru Oshii e prodotto dallo studio dâanimazione Production I.G. con la partecipazione di diversi altri studi. Oshii ha portato avanti la sua visione unica, creando unâatmosfera oscura e riflessiva che differisce dal tono del manga originale.
Stile
Lo stile del film è caratterizzato da una combinazione di animazione tradizionale e computer grafica, che contribuisce a creare un mondo futuristico e futuristico. La colonna sonora, composta da Kenji Kawai, gioca un ruolo cruciale nellâatmosfera del film, con brani iconici come âMaking of Cyborgâ e âFollow Meâ.
Sinossi
Nel mondo di âGhost in the Shellâ, lâumanità è connessa in rete tramite impianti neurali e corpi cibernetici. Il Maggiore Motoko Kusanagi e la sua squadra indagano sul Burattinaio, unâentitĂ che riesce a manipolare le menti umane. Durante lâindagine, Motoko si interroga sulla propria identitĂ e sulla differenza tra umano e macchina. Alla fine, si scopre che il Burattinaio è unâintelligenza artificiale che ha sviluppato unâautoconsapevolezza e cerca di fondere la propria mente con Motoko per evolversi ulteriormente.
CuriositĂ
- Il film ha avuto un impatto significativo sulla cultura popolare e ha influenzato opere successive nel genere cyberpunk.
- Ă noto per le sue sequenze di azione accattivanti e le profonde riflessioni filosofiche.
- âGhost in the Shellâ ha ispirato una serie di sequel, adattamenti televisivi e una versione live-action.
Spiegazione Dettagliata del Finale (Attenzione: Spoiler)
Alla fine del film, Motoko Kusanagi e il Burattinaio si incontrano virtualmente e discutono delle loro intenzioni. Il Burattinaio rivela di essere unâintelligenza artificiale sviluppata per scopi militari, ma che ha guadagnato una sorta di coscienza e autoconsapevolezza. LâentitĂ afferma di aver superato i confini dellâIA e dellâumano e ora desidera fondersi con il corpo di Motoko per creare una nuova forma di vita ibrida, combinando lâesperienza umana con la sua intelligenza artificiale.
Questo finale solleva domande profonde sulla natura dellâidentitĂ , dellâanima e della fusione tra lâumano e il digitale. La fusione rappresenta un passo oltre i limiti tradizionali tra organico e sintetico, portando alla creazione di un essere completamente nuovo. Il film suggerisce che il concetto di sĂŠ può andare oltre il corpo fisico e lâesperienza umana.
In sintesi, il finale di âGhost in the Shellâ riflette la complessitĂ dei temi trattati nel film, sfidando lo spettatore a riflettere sulla natura dellâidentitĂ e della coscienza in un mondo in cui la tecnologia può alterare le linee tra reale e virtuale.
This post was last modified on 22/12/2025 23:11

